Bonus, nuove soglie di reddito: cosa cambia nell’importo che puoi ricevere

Apri il cassetto, tiri fuori CU, cedolino della pensione e ricevuta dell’affitto, poi arriva la domanda che in tante famiglie si stanno facendo: con le nuove soglie di reddito, prendo di più o resto fuori dai bonus? La risposta, per il 2025 e in prospettiva 2026, è abbastanza chiara: chi ha redditi bassi o medio bassi può trovare accesso più ampio e importi più favorevoli, mentre per i redditi più alti i vantaggi si riducono o si fermano.

Dove cambia davvero il confine

Il punto centrale è questo: non conta solo l’esistenza del bonus, ma la soglia di reddito che permette di entrarci. Basta superarla di poco, e l’agevolazione può scendere o sparire.

Per questo CAF, commercialisti e patronati consigliano sempre un controllo preventivo di:

  • ISEE aggiornato
  • reddito complessivo dell’anno
  • eventuali redditi da lavoro dipendente, pensione o partita IVA
  • composizione del nucleo familiare

Nella pratica, molte differenze nascono proprio da dati inseriti male o da una DSU non aggiornata.

Partite IVA, forfettario più aperto

Per il regime forfettario resta confermata la soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi. Se si supera questo limite, l’uscita dal regime avviene dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro, invece, l’uscita è immediata.

La novità che interessa molti lavoratori è l’innalzamento della soglia dei redditi da lavoro dipendente o pensione a 35.000 euro, che amplia l’accesso a chi affianca un’attività autonoma a un altro reddito.

L’imposta sostitutiva rimane al 15%, o al 5% per le nuove attività nei primi 5 anni, se ci sono i requisiti. In termini pratici, significa una tassazione più semplice rispetto all’IRPEF ordinaria, ma serve attenzione ai limiti per evitare di perdere il beneficio senza averlo previsto.

Bonus cultura, fino a 1.000 euro ma con paletti

Per i giovani arriva una struttura più chiara. Il bonus può essere formato da due carte da 500 euro, cumulabili fino a 1.000 euro complessivi.

Le condizioni principali sono queste:

  • Carta Cultura Giovani, 500 euro per i nati nel 2008 residenti in Italia, con ISEE fino a 35.000 euro
  • Carta del Merito, altri 500 euro per chi prende 100/100 alla maturità entro i 19 anni, sempre con ISEE fino a 35.000 euro

Dal 2027 è prevista una transizione verso un modello più universale. Per ora, però, il parametro decisivo resta l’ISEE.

Pensioni, rivalutazione e aiuti collegati

Sul fronte pensioni, le misure si concentrano soprattutto su chi ha trattamenti bassi. La rivalutazione per inflazione resta più favorevole per gli assegni fino a 4 volte il minimo, meno piena per importi più alti.

Tra gli strumenti da tenere d’occhio ci sono:

  • integrazione al minimo
  • incremento al milione per over 70 con redditi bassi
  • bonus tredicesima da 154,94 euro
  • possibili bonus inflazione per pensioni fino a 1.000 euro, legati anche all’ISEE
  • bonus sociali bollette, confermati con soglie economiche da verificare

Gli importi effettivi possono variare in base al reddito personale, a quello coniugale e alle istruzioni operative di INPS.

ISEE 2026, perché può abbassarsi

Dal gennaio 2026 servirà una nuova DSU. La modifica più interessante riguarda la franchigia sulla casa di abitazione, che salirebbe da 52.500 a 91.500 euro, con ulteriori 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo.

Se confermata nei dettagli applicativi, questa novità potrebbe abbassare l’ISEE di molte famiglie proprietarie della prima casa, aumentando la possibilità di rientrare nei bonus o di ottenere importi più alti. Qui, però, è corretto essere prudenti: alcuni aspetti territoriali e operativi attendono ancora chiarimenti ufficiali.

IRPEF e altre agevolazioni

Per il 2026 è attesa anche una riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro. Il vantaggio potenziale può arrivare a qualche centinaio di euro l’anno, ma il beneficio reale dipenderà da detrazioni e situazione personale.

Resta inoltre l’Art Bonus, con credito d’imposta per erogazioni liberali in ambito culturale, entro limiti percentuali legati al reddito imponibile o ai ricavi.

Chi vuole capire quanto potrà davvero ricevere deve fare una verifica semplice ma decisiva: aggiornare documenti, simulare l’ISEE nuovo e controllare le soglie prima di presentare domanda. Con le regole che cambiano, spesso non vince chi ha il reddito più basso in assoluto, ma chi presenta i dati giusti nel momento giusto.

Redazione Biblioteca News

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